Inpdap Mutuo

L’INPDAP, Istituto Nazionale per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica è il secondo Istituto in Italia che si occupa di previdenza sociale, concede ai suoi iscritti, delle forme di credito a condizioni agevolate.

Sono offerte varie forme di finanziamento, dai piccoli prestiti personali ai mutui pluriennali per i dipendenti in servizio; tali forme di finanziamento sono disponibili, tramite convenzioni con istituti di credito, anche per i pensionati e i familiari degli iscritti all’INPDAP.

I mutui forniti sono mutui ipotecari, finalizzati all’acquisto della prima casa, la durata del mutuo è di 10, 15, 20, 25 o 30 anni; il limite massimo erogato non può superare il limite di 300.000 euro.

Il tasso e la durata sono fissati con delibera del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto, ad oggi sono così stabiliti:

  • mutuo tasso fisso 3,75% per tutta la durata del mutuo;
  • mutuo tasso variabile tasso del 3,50% per il primo anno, dalla terza rata tasso variabile identico all’Euribor a sei mesi, calcolato su 360 giorni, aumentato di 90 punti, calcolato il 30 giugno o il 31 dicembre del semestre precedente.

 

Mutui 100

Normalmente il mutuo ordinario copre dal 60% all’80% del valore dell’immobile messo in garanzia (il limite stabilito per legge per le operazioni di credito fondiario è l’80%), tuttavia alcuni istituti di credito offrono la possibilità di arrivare a erogare un mutuo al 100% (eccezionalmente anche al 120%) del valore dell’immobile stesso.

A fronte di questo maggior rischio sostenuto dalla banca, tuttavia, verranno richieste maggiori garanzie, per esempio la sottoscrizione di una polizza fideiussoria per la parte eccedente fissata dalla normativa Banca d’Italia (in mancanza di questa il mutuo sarà erogato all’80%) oppure un altro immobile di proprietà da mettere in ipoteca; tra i requisiti invece ci sono anche i limiti di età che in taluni casi non possono superare gli anni 40, il motivo è facilmente comprensibile, dato il presumibile lungo impegno finanziario che può raggiungere anche i quarant’anni.

Risulta evidente che la polizza fideiussoria contribuisce a elevare il costo del mutuo, l’istituto finanziario infatti aumenta il tasso di interesse in misure che mediamente sono un 0.4 0.5 di spread in più sul tasso di interesse.

 

Mutuo casa

Il mutuo secondo quanto si legge nel codice civile è: “il mutuo è il contratto col quale una parte (mutuante) consegna all’altra (mutuatario) una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili, e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità” art 1813 c.c.; è in sostanza un contratto reale che si perfeziona con la consegna delle cose e, allo stesso tempo, un contratto consensuale attraverso il quale il mutuante, cioè l’istituto di credito, si impegna a versare una determinata somma di denaro al mutuatario.

La parola mutuo è il termine giuridico utilizzato per indicare una qualsiasi forma di finanziamento, di qualunque importo anche tramite amicizie o che ci si avvalga dell’aiuto di una società finanziaria per acquistare la prima o seconda abitazione.

 

Mutuo tasso fisso
Con le parole Mutuo a tasso fisso si va ad indicare una delle forme più utilizzate di mutuo per l’acquisto della prima o seconda abitazione, dove il tasso di interesse è concordato tra le parti e rimane costante per tutta la durata del rimborso del finanziamento, non risente quindi dell’andamento del mercato monetario; guadagnandoci nel caso di un rialzo dei tassi di interesse.

Il mutuo a tasso fisso viene generalmente utilizzato per l’acquisto della prima casa, per la costruzione, ristrutturazione di un immobile o per la sostituzione di un precedente mutuo e scelto da chi ha un reddito da lavoro dipendente e non si aspetta grandi cambiamenti in futuro nel proprio reddito.

Tale forma di prestito, come già scritto precedentemente, è da preferire nel breve/medio periodo, quando i tassi di interesse sono stabili o comunque si prevede un loro aumento nel lungo periodo.

Quant’è la durata di un mutuo? La durata minima solitamente è di 5 anni, mentre quelle che più comunemente si vedono sul mercato sono di 10, 15, 20, 25, 30 anni; non è raro che alcune società finanziarie eroghino mutui anche per periodi superiori ai 35 anni.

Il tasso di interesse viene calcolato come somma di un indice di riferimento, dello spread di guadagno dell’istituto erogante più un eventuale maggiorazione di rischio, collegato alla singola persona o ente che domanda il finanziamento; è in sintesi l’EurIRS (è l’acronimo di Euro Interest Rate Swap), più la percentuale di spread per l’istituto di credito.

 

Mutuo tasso variabile
Il Mutuo a tasso variabile è quella forma di prestito in cui il tasso di interesse applicato si modifica nel tempo in relazione all’andamento dei mercati finanziari.

La variazione è determinata dall’indice a cui è correlato il tasso stesso e cioè l’EURIBOR (Euro Interbank Offered Rate, il tasso medio utilizzato per le transazioni finanziarie in Euro tra i maggiori istituti finanziari europei); tali variazioni influenzano il costo delle rate.

Se il rimborso delle rate viene concordato con una cadenza mensile allora il tasso variabile si aggiornerà secondo lo stesso lasso temporale.

E’ ovvio che a differenza del mutuo a tasso fisso non si potrà conoscere durante tutta la durata del prestito il costo singolo delle rate e quanto verrà a costare il finanziamento una volta giunto a scadenza, chi quindi sceglie questo tipo di operazione si espone alle fluttuazioni del costo del denaro.

In caso di crescita del costo del denaro l’importo delle rate salirà, viceversa in caso di discesa il costo della rata diminuirà.

Un particolare tipo di mutuo a tasso variabile è il mutuo con cap (a tetto massimo), il loro funzionamento è identico ai mutui a tasso variabile con la differenza che al momento della stipula del contratto è concordata una soglia massima del tasso di interesse, oltre il quale l’importo della rata da rimborsare sarà a carico dell’istituto finanziario.